lunedì 21 aprile 2008

WORLD. A 102 anni rinnova patente.

TOKYO - Centodue anni di cui 80 passati alla guida senza mai un incidente, né infrazioni al codice stradale. E' il primato di Seichi Koyama, un vivace centenario di Tokyo da Guinness, il più anziano automobilista del Giappone e probabilmente del mondo intero. Intervistato dalla televisione nipponica subito dopo aver superato, nonostante la veneranda età, l'ennesimo rinnovo della patente, Koyama ha voluto per prima cosa tranquillizzare automobilisti e pedoni in ascolto. "Sono sicuro di essere ancora in grado di guidare bene e non sono mai stato penalizzato per infrazioni né ho causato incidenti sulla strada", ha detto il vispo vecchietto facendo tuttavia capire che potrebbe essere ormai giunto il momento di 'appendere' volontariamente la patente al chiodo. In Giappone non esiste un legge che impedisca il rinnovo del permesso di guida per raggiunti limiti di età, con le forze di polizia che si sono sempre dimostrate recalcitranti a imporre restrizioni ai più anziani guidatori. Tutto questo nonostante gli automobilisti ultra 65enni abbiano causato lo scorso anno, nella sola città di Tokyo, oltre 7.000 incidenti, con un incremento di due volte e mezzo rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Secondo le ultime stime della polizia, calcolano in circa 300.000 gli anziani ancora sulle strade affetti da forme più o meno gravi di demenza senile.
(Leggi tutta la notizia su "Repubblica")
Segnalato da Stefano Barsotti.

venerdì 21 marzo 2008

WORLD. Così nacque il simbolo della pace.

"WASHINGTON - L'omino disperato che abbassa le braccia, ma che non si arrende di fronte all'idiozia della guerra, il simbolo inerme che terrorizza gli armati, falchi, guerrieri, prepotenti, commissari e generali compie cinquant'anni e se disperato sempre rimane, ancora non si è stancato di non combattere. Era nato, molto opportunamente, un venerdì santo come questo, nel giorno che commemora il massimo sacrificio di un portatore inascoltato di pace, ma non era nato negli Stati Uniti che lo avrebbero poi imposto al mondo scarabocchiato, cucito o appuntato alle divise della protesta per l'ennesima inutile strage, quella volta in Indocina. Era nato a Londra, a Trafalgar Square, nella marcia delle cinquanta miglia organizzata nel 1958 dai pacifisti inglesi per protestare invano contro il riarmo nucleare britannico. Come figlio di una potenza dei mari, fu quasi naturale che quel simbolo avesse ricavato la ispirazione grafica proprio dalle segnalazioni marine che le navi si scambiavano sventolando bandierine, prima che fossero introdotti i semafori per i messaggi in morse luminoso, le radio e i collegamenti satellitari. La "V" rovesciata che sta alla base dell'emblema è in realtà la lettera "N", nella segnaletica marina, la iniziale di "Nuclear" e la linea eretta verticale sta per la "D", di disarmo. Dunque la figura completa vuol dire semplicemente "Nuclear Disarmament". Fu creato da un grafico, racconta la Bbc che ha ricostruito la storia di questo "marchio" divenuto talmente universale da apparire orfano, come se fosse stata la creatura spontanea di un tempo e di una ribellione. Si chiamava Gerard Holton, ed era stato obbiettore di coscienza durante la Seconda Guerra Mondiale, finita appena 13 anni prima. Convinse lui gli organizzatori della marcia delle 50 miglia che la loro manifestazione esigeva un logo, un marchio, qualcosa che si appiccicasse agli occhi e alla memoria. Pensò a una variazione sul tema della croce cristiana, ma gli parve già molto sfruttata e non necessariamente associata alla pace, nei secoli bui. E alla fine ripiegò sulla combinazione dei due segnali navali, per dire "No alla Bomba" e sì al disarmo nucleare.
Pubblicità BloccataNeppure lui avrebbe potuto sperare che quel simbolo, subito accusato da alcune femministe di essere pericolosamente fallico, si sarebbe attaccato alla fantasia del mondo diventando immediatamente leggibile e riconoscibile dal Tibet all'Arabia Saudita, dove ancora compariva sugli elmetti dei soldati americani pronti a invadere Iraq e Kuwait nel 1991. L'omino disperato invase l'America, dalle strade della San Francisco hippy della "estate dell'amore" ai motoscafi dei soldati lungo il Mekong in Vietam. Occupò le marcie di Woodstock, si fuse con il Sessantotto, divenendone uno dei luoghi principali. Terrorizzò il governo del Sudafrica negli anni dell'Apartheid razziale, che tentò di dichiararlo ufficialmente fuorilegge con prevedibile insuccesso, perché nella sua assoluta semplicità grafica basta un pennarello, una bombola, una matita grossa per essere riprodotto all'infinito. Fu accusato, dai soliti fanatici del cristianismo bellicista americano di essere un simbolo satanico, un richiamo all'Anticristo, con quel sospetto di croce a testa in giù, venerato dai seguaci di Belzebù. Lo ripresero gli attivisti neri dei diritti civili, per indicare subito, con Martin Luther King, la loro filosofia di rivolta non violenta e di rifiuto di armi e sangue, rifiuto che non fu accolto da chi sparò loro addosso. Costrinse generali e ufficiali superiori a inseguire i soldati che lo esibivano, vedendovi un segno di scarsa bellicosità, di dissenso, di ammutinamento pacifico: in Vietnam era passibile di punizioni fino alla corte marziale, quando ancora era esibito da pochi renitenti, prima che divenisse troppo diffuso per essere represso senza mandare davanti alla corte intere divisioni di Marines e fanti. Si arrese infine, dopo la guerra, il governo americano stesso che lo immortalò in un'emissione di francobolli negli anni '60, secondo il saggio principio del "se non puoi sconfiggerli, unisciti a loro". Finì su un pacchetto di sigarette molto fumate dai soldati americani, le Lucky Strike e nessuno osa calcolare quante volte e dove sia stato riprodotto in questi 50 anni, tra T-shirt e bandiere. E' stato un po' insidiato dai colori dell'iride, quell'Arcobaleno pacifista che, soprattutto dopo l'invasione dell'Iraq, ha cominciato a sventolare anche nelle strade di Londra dove l'omino depresso era nato, ma l'Arcobaleno si presta a equivoci, rappresenta coalizioni variopinte, inter razziali negli Stati Uniti, dove fu creato per la "Rainbow Coalition" del reverendo Jackson, e interpartitiche nei listoni elettorali italiani. Su quella figura che segnala disarmo, invece, non ci possono essere dubbi. Si può dissentire, addirittura fare causa a chi la espone in giardino, come è accaduto a una coppia di Denver, giudicarla ormai leziosa, demodé, inutile, ora che l'incubo del reciproco annientamento nucleare, così intenso nel 1958, ha lasciato - temporaneamente - la poltrona ad altri incubi elettoralmente più profittevoli. Ma come l'indice e il medio aperti a "v" di Churchill, anche questa curiosa ipsilon rovesciata che né il creatore inglese, né il suo corrispondente americano Ken Kolsburn vollero mai depositare e brevettare, rinunciando così a miliardi di royalties, vivrà ogni volta che l'umanità con un pretesto politico, religioso, economico, razziale, troverà un altro modo per massacrarsi. Cioè per sempre, il che spiega l'aria un po' moscia e depressa del l'omino cinquantenne, ma ancora in piedi."
(Leggi tutta la notizia su REPUBBLICA).
Segnalato da Stefano Barsotti.

mercoledì 13 febbraio 2008

LUCCA. Valorizziamo i nostri scrittori.

Con molto piacere, pubblico questo post consigliandovi di leggere "Altalena e altre storie", uno sguardo partecipe, ironico ed immaginativo sulla realtà quotidiana: è, in sintesi, il contenuto del libro scritto da Alessandro Casale in maniera chiara ed avvincente.




Per poterlo oridinare è sufficiente inviare la propria richiesta all'email dell'autore: il prezzo di vendita, comprensivo di spese postali, è di 22,12 €. Oppure, se abitate vicino a Lucca, lo potete acquistare direttamente alla nuova libreria EDISON in V.Roma.
Buona lettura a tutti!
Segnalato da Stefano Barsotti.

domenica 10 febbraio 2008

LONDRA. Arriva l'Mp3 a manovella.

Proprio così! Gli dai la carica e funziona senza bisogno di nessuna forma di elettricita'. E' in grado di memorizzare fino a cinquecento canzoni ed e' utilizzabile anche come radio, videoplayer,torcia e registratore.
Si chiama
Eco Media Player e' del settantenne inventore inglese,Trevor Baylis.
L'Mp3 verde sara' messo presto in vendita in Gran Bretagna per una somma pari a 190 euro.Un minuto di carica lo fa funzionare per 40 minuti.
Segnalato da Stefano Barsotti.

sabato 12 gennaio 2008

LUCCA. Continua la promozione parcheggio.

"Prolungata la promozione nelle tre strutture della Polis: per parcheggiare fino al 27 gennaio costerà sempre 1 euro per l’ingresso al mattino, 1 euro per l’ingresso al pomeriggio o 2 euro per 12 ore."
(Leggi tutta la notizia su LANAZIONE).
Segnalato da Stefano Barsotti.

mercoledì 9 gennaio 2008

Nuovo anno, nuovo blog!

Ebbene sì! Con il 2008 finalmente nasce quello che da molto tempo avevo in mente di fare. Un giornale fatto da tutti noi che riporti solo notizie belle e positive. Insomma, in poche parole, l'esatto opposto di ogni quotidiano, tg o settimanale che sia.
Io mi limiterò a controllarlo, a correggere eventuali anomalie e problemi. Naturalmente anch'io darò il mio contributo con notizie belle di tanto quanto successo nel mondo ma sopratutto qua vicino a noi.
Lo sò, sarà dura, forse per settimane, mesi, nessuno inizialmente scriverà per tanti motivi: ma qui non si deve o può solo commentare: su MusiclANDSmile si deve scrivere, realizzare i post. Insomma utilizzatelo come se fosse il vostro blog.
Ufficialmente lo faremo nascere con l'arrivo del nuovo anno, ma sarebbe bello che in sala parto ci fossero tanti post che facessero da infermieri.
I vostri articoli dovete inviarli QUI in questo modo:
1. nell'oggetto dell'email scrivete il titolo che volete dare al vostro post;
2. nel corpo dell'email scrivete/copiate l'articolo indicando alla fine dello stesso il link del sito/blog dal quale lo avete tratto;
3. infine, la vostra firma.
L'articolo sarà immediatamente visibile sul blog. Eventuali post che non rientrano nello spirito del blog saranno immediatamente da me cancellati.
In bocca al lupo! (Crepi!)
SB 12.12.07

PONTECOSI. La Befana.

"Ogni forma di riscoperta è apprezzabile e dovrebbe essere rispettata. A maggior ragione se si tratta di tradizioni popolari messe da parte per lungo tempo: riportarle alla luce significa scoprire le nostre radici e la nostra storia culturale. Un bambino si entusiasmerà per la novità, un anziano si commuoverà nel ricordo di un tempo ormai dimenticato.
E’ questo quel che è successo il 5 gennaio scorso, quando una “brigata” di Pontecosini ha pensato bene di vestire abiti contadini e accompagnare una befana lungo le strade del paese. A partire dalle 19.30, diciassette persone, più e meno giovani, hanno fatto visita ai propri compaesani, recando con sé piccoli doni e un po’ di sana gioia con i propri canti (le “befanate”). La popolazione di Pontecosi ha risposto alla grande, accogliendo quasi sempre la compagnia con buon vino e zuccarini fatti in casa. Lo stesso parroco, Don Ascanio Mancini, è rimasto molto sorpreso e si è emozionato ripensando alla propria giovinezza.
Questo era lo scopo e questo è stato il risultato, restituire ai più vecchi qualche ricordo su cui cullare la memoria e offrire ai più giovani un’occasione per incontrare la propria storia."
(Tratto dal Blog Pontecosi.info).
Segnalato da Stefano Barsotti.